Old School - Macallè Blues

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Il disco raccontato da...

Kid Ramos

KID RAMOS

"Old school"

Rip Cat Rec. (USA) - 2018

Kid's jump/All your love (feat. Johnny Ramos)/Tell me what ya want (feat. Johnny Tucker)/Mashed potatoes and chili/Heartbeat/You never call my name (feat. Johnny Tucker)/Anna (feat. Johnny Ramos)/Wes side/Mona Lisa/Jesus come by here (feat. Johnny Tucker)/I can't wait baby (feat. Johnny Tucker)/Weight on my shoulders (feat. Big Jon Atkinson)/High society (feat. Kim Wilson)

Kid Ramos fa parte di quella schiera di musicisti blues di scuola californiana che hanno contribuito, in maniera decisiva, a definire i connotati stilistici regionali del genere, nella loro manifestazione più moderna.
Grande gregario più che solista (prova ne è il numero decisamente limitato di album incisi fin qui), a distanza di diciassette anni e più dall'uscita del suo ultimo disco, Ramos torna in studio, con la complicità di Big Jon Atkinson e di un manipolo di altri ospiti, e sforna il dischetto del gran ritorno.
Quella che segue, è l'intervista rilasciataci da Kid Ramos stesso riguardante Old School....

Macallè Blues: e’ passato un bel po’ di tempo dal tuo ultimo cd. Ora, dopo la tua apparizione, lo scorso anno, come ospite nell’EP di Janiva Magness, 'Blue Again', sei tornato con un nuovo disco....
Kid Ramos: sì, effettivamente è passato davvero tanto tempo dal precedente Greasy Kid Stuff. La verità è che non sentivo il bisogno di registrare qualcosa di nuovo e non mi sentivo neppure abbastanza motivato a farlo. Già all’epoca dei miei primi dischi, fu Jerry Gordon della Evidence Records che mi spinse a registrare. Da che la Evidence non c’è più, non ho più trovato nessuno che fosse di stimolo per registrare ancora.
MB: come lascia intendere il titolo, questo nuovo disco si rifà alla “vecchia scuola”: c’è, come ovvio, molto del suono californiano classico, quel suono e quello stile che, nella loro accezione moderna, originano da T-Bone Walker e passano attraverso Pee Wee Crayton, Hollywood Fats fino a Little Charlie Baty…
KR: il titolo è Old School perché questo è il modo in cui il disco è stato concepito e registrato: alla vecchia maniera. Tutto in presa diretta e senza cuffie, in una piccola stanza dove tutti potevano vedersi in faccia. Abbiamo suonato tutti i brani a un buon volume, ma con piccoli amplificatori vintage.
MB: la band che ti accompagna in queste registrazioni comprende alcuni ben noti musicisti californiani come Kedar Roy, Marty Dodson e la giovane stella nascente Big Jon Atkinson….
KR: sì, in particolare la sezione ritmica formata da Kedar Roy, Marty Dodson e Bob Welsh è davvero stellare! Sono tutti musicisti che sanno spingerti verso altri e più alti livelli.
MB: un altro aspetto che rende singolare questo disco è quello che riguarda le voci. E la prima sorpresa arriva con la presenza, come cantante, di tuo figlio Johnny. Sebbene soltanto diciassettenne, sembra già dominare il genere, interpretando un paio di brani come il classico di Magic Sam 'All Your Love' e 'Anna', un brano di Arthur Alexander. E’ stata una tua idea quella di coinvolgere Johnny o è stato un suo desiderio?
KR: Johnny è davvero ispirato dalla musica. E’ una cosa che ha dentro e che verrà certamente fuori nel tempo. E’ stato con me in studio durante le registrazioni e sono stato io a suggerirgli di cimentarsi come cantante in quei brani. E la cosa, devo dire, ha funzionato bene.
MB: c’è una ragione particolare per cui Johnny interpreta quei due brani e non altri? Li ha scelti lui? In 'All Your Love', il suo modo di cantare ricorda proprio Magic Sam!….
KR: i brani li abbiamo scelti insieme. C’è da dire che quando, da bambino, gli suonavo Magic Sam, gli è sempre piaciuto molto.
MB: sempre in merito alle voci, in questo disco ci sono anche altri interpreti: Johnny Tucker, il giovane Big Jon Atkinson e Kim Wilson. Ognuno di loro contribuisce a speziare e dare un taglio personale ai brani che interpretano. Johnny Tucker, per esempio, sembra concentrarsi sulla parte più cruda del repertorio come 'Tell Me What Ya Want' e il lento blues minore 'I Can’t Wait Baby', mentre Kim Wilson aggiunge il suo canto elegante al classico di T-Bone Walker 'High Society'....
KR: come nei miei altri dischi, anche in questo ho scelto dei cantanti ospiti. La ragione è che io, malgrado abbia sempre cantato di tanto in tanto, e anche in questo disco interpreti due brani, non mi ritengo propriamente un cantante.
Kim Wilson rappresenta l’apice del canto blues mentre Johnny Tucker rappresenta l’anima più schietta e rude; lui sa come  far volare i brani perché il blues è davvero in lui.
MB: il suono e lo stile californiani non sono i soli riferimenti stilistici in questo disco: 'You Never Call My Name', per esempio, è un meraviglioso duetto con Johnny Tucker alla voce. Questo brano inizia come un classico Chicago blues, ma finisce come un ibrido dove John Lee Hooker incrocia Lightnin’ Hopkins, battito del piede incluso….
KR: You Never Call My Name è davvero un brano ispirato a un disco di Lightnin’ Hopkins. In Old School, ho voluto rendere omaggio un po’ a tutti i musicisti che mi hanno influenzato nel corso del tempo. Amo molto Lightnin’ Hopkins; è sempre stato uno dei miei chitarristi preferiti e penso che non sia mai stato adeguatamente apprezzato neppure da molti dei cosiddetti grandi  chitarristi.
MB: c’è anche qualche brano latino come 'Heartbeat' e 'Mona Lisa', dove il cantante sei tu.…
KR: Heartbeat è sempre stata una delle mie canzoni preferite. La tipica semplicità delle canzoni di Buddy Holly è qualcosa di perfetto: sono canzoni senza tempo. Anche le incisioni Sun di Carl Mann mi sono sempre piaciute. Oltre a Mona Lisa, ho registrato anche un altro suo brano che, però, non è mai stato pubblicato.
MB: scorrendo la playlist, troviamo anche il tradizionale gospel 'Jesus Come By Here' e 'Wes Side', del celebre chitarrista jazz Wes Montgomery, brano strumentale che, qui, viene sottoposto a un pesante, ma elegante trattamento blues….
KR: anche qui, rendo omaggio a tutte le mie diverse influenze. Certamente Wes Montgomery è una di queste. Ho suonato Wes Side per anni e anni dal vivo e mi è sembrato estremamente naturale, a questo punto, registrarla su disco.
MB: questo cd ha un suono molto vintage ed è stato registrato nello studio casalingo di Big Jon Atkinson, in soli due giorni; immagino ben che non sia stato un caso che tu ti sia rivolto a lui considerato che è un maestro in questo tipo di registrazioni….
KR: in realtà, è stato proprio Jon Atkinson a cercare me e a raccontarmi del suo studio casalingo e di tutta la strumentazione vintage che ha a disposizione e che colleziona. Tutto qui; è bastato che qualcuno (lui, nella fattispecie) mi chiedesse di registrare questo disco ed ecco che l’abbiamo fatto. Il merito è suo: senza Big Jon, non sarebbe mai successo nulla. Tutta la mia gratitudine e il mio rispetto vanno, dunque, a lui per essere stato il motore, la ruota motrice di tutto il disco. Come nessun altro io abbia mai incontrato prima in vita mia, Big Jon Atkinson ha davvero una grande comprensione per questo tipo di musica e per come debba essere suonata e registrata. Sarò, per sempre, in debito con lui per aver contribuito definitivamente a far succedere tutto questo.
 
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