2021 - Macallè Blues

Macallé Blues
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2021

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I dischi in evidenza...2021


I dischi in evidenza: in questa sezione del sito, troverete le recensioni delle più interessanti (a mio personalissimo avviso!) novità discografiche, suddivise per anno di pubblicazione!

VERONICA LEWIS

"You ain't unlucky"

Blues Heart Rec. (USA) - 2021

You ain't unlucky/Clarksdale sun/Put your wig on mama/Is you is my baby/Fool me twice/Whoo whee sweet daddy/Ode to Jerry Lee/The Memphis train

 
     
Non fa proprio pensare alla sua età, non ancora matura, la giovanissima, bostoniana Veronica Lewis. Non lo fa pensare il suo aspetto, sbarazzino e impertinente ma, soprattutto, non lo fanno pensare la sua sicura tecnica pianistica e il raro gusto col quale la rende docilmente arrendevole al mood di ogni brano.
Come ci si potrebbe attendere da un individuo coi suoi anni, l’esuberanza e l’entusiasmo le ribollono nel sangue come sui tasti, ma la matura perizia e il gusto con i quali li educa e li propone, farebbero nascere a chiunque il sospetto che possa trattarsi di uno strano caso di personalità pianistica âgée intrappolata nel corpo di una diciassettenne.
Malgrado non abbia ancora raggiunto l’età per votare (quantomeno qui da noi!), la Lewis ha già fatto ampia scorta di premi e riconoscimenti, nonché partecipazioni a festival prestigiosi. Che il suo cognome sia lo stesso di quel Jerry “The Killer” Lee che ha incendiato epoche e pianoforti la dice lunga su ciò che vi potete aspettare da questo disco, attraverso il quale troviamo le giuste occasioni per accostare la giovane, non solo al suo omonimo mentore, esplicitamente evocato nel componimento amoroso Ode To Jerry Lee, ma anche a Little Richard (Whoo Whee Sweet Daddy), piuttosto che a Champion Jack Dupree o Eddie Bo, come nell’ottimistica, neorleansiana You Ain’t Unlucky, ai maestri del Chicago blues (Put Your Wig On Mama), a Eddie Boyd e Willie Mabon o ancora ai fantasiosi ricami di Roosevelt Sykes.
È del tutto evidente che, la ragazza, si sia consumata le dita sui fondamentali del genere blues’n’boogie ben evidenziati in queste tracce con la complicità di un accompagnamento altrui ridotto opportunamente all’osso. E anche l’idea di cercare strade personali non le fa difetto se, tra variazioni ed esperimenti, è riuscita a rimaneggiare, in maniera inattesa quanto assai riuscita, un classico di Louis Jordan come Is You Is Or Is You Ain’t My Baby.
Un esordio discografico, sì succinto, ma di compiutezza e maturità rare: pianistiche quanto vocali. G.R.
    
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