È tutto finito adesso, Baby Blue - Macallè Blues

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È tutto finito adesso, Baby Blue

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Edoardo Fassio

È tutto finito adesso, Baby Blue - Una soul fiction

96, Rue de La-Fontaine Edizioni - 2020

   
Figura curiosa e assetata d’avventura, la protagonista di questa storia, che attraversa con agili salti in lungo, il triplo decennio ‘70-’90, è un’Alice persa in un paese delle meraviglie, dilatato nella somma di diversi paesi: l’Inghilterra, l’Italia, l’America, col suo mitico sogno sempre strascicato appresso, quasi fosse - quest’ultima e il sogno assieme - tutta raggomitolata attorno a un centro di gravità chiamato Texas.
La storia ha inizio, se non proprio nel disorientante e proverbiale fumo di Londra, in quello, ugualmente albionico, di un qualsiasi altro luogo dell’arcipelago britannico - che diventa, così, anche un improbabile e simbolicamente isolato (e isolano) luogo dell’anima! - come potrebbe essere, per dire, Manchester o una a caso tra le sue immediate vicinanze. L’epoca della baronessa Thatcher, l’altrimenti nota “Stalin in gonnella”, si sovrappone all’epoca, tutta italiana, degli anni di piombo; quelli di una Torino operaia e ugualmente caliginosa, in perenne, stabile equilibrio tra il clangore della fabbrica e il rumore ovattato delle sue strade, dove suoni, cose e persone, restano inghiottite nel denso spessore delle sue stesse brume.
Con audaci paralleli spazio-temporali il racconto, che odora di noir e di giallo senza mai esserlo, ci sbatte sulla faccia l’amarezza e il disincanto che si celano dietro l’enigma di ogni, anche misera, esistenza. Sullo sfondo, l’ombra di quel sogno americano che, di pagina in pagina, costantemente, assume il suono e il ritmo della sua musica tradizionale. Simbolo di una “alleanza pagana tra l’America nera e l’Italia incazzata”, il blues e il soul, evocati attraverso la figura, realmente esistita, di Barbara Lynn, vengono impressi a fuoco, dall’autore, sulle voluttuose e non più giovanissime carni della fantomatica cantante Linda “Baby Blue” Warren, personaggio di invenzione, ma dalla credibilità assai concreta e mondana. Lungo le tortuosità di una straniante traiettoria narrativa, si susseguono incontri con personaggi a metà strada tra il reale e il fantastico. Tra figure autenticamente esistite (Adriano Panatta, Mick Jagger, Björn Borg) e altre, immaginarie, che diventano retoriche: metafore di declino, doppiezza, marginalità, corruzione. Nella certezza che, un improvviso fischio finale, decreterà, prima o poi, e per tutti, il suo implacabile it’s all over!
Un tempo meglio noto con quello pseudonimo d’acqua dolce che fu Catfish, Edoardo Fassio, giornalista musicale (La Stampa, Musica Jazz, Torino Sette, Il Blues) e blue jay (preferito a molti!), è stato già autore di alcuni saggi a tema musicale pubblicati da Laterza e Volo Libero. Con il suo titolo di manifesta, dylaniana memoria, avvincente e inventivo nel lessico, È Tutto Finito Adesso, Baby Blue è il suo primo lavoro letterario.  

Giovanni Robino        


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