Macallè Blues

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I dischi...

KENNY "BEEDY EYES" SMITH & THE HOUSE BUMPERS

"Drop the hammer"

Kenny “Beedy Eyes” Smith ha goduto del raro privilegio di poter guardare il blues da ambo i lati: quello della storia, della tradizione urbana chicagoana e quello della modernità. Tutto ciò, seduto in braccio a Muddy Waters, prima; e comodamente in poltrona, poi. La storia, infatti, stava già dentro casa sua, disciolta nel biberon e somministratagli da quel padre, tale Willie “Big Eyes”, che di Waters fu, a lungo, batterista.......


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DANNY LYNN WILSON

"Peace of mind"

Abile vignettista delle cose prime come dei sentimenti semplici, posseduto dallo spirito del moderno trovatore, con Peace Of Mind Danny Lynn Wilson pare aver trovato il perfetto punto di equilibrio tra il suo candido, crepuscolare pennello lirico e quella tavolozza di colori nata dall’incontro con la visionaria mente artistica del talentuoso chitarrista Dave Gross, un tempo già mentore di Gina Sicilia.......


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BOZ SCAGGS

"Out of the blues"

L’epicentro delle scosse che irradiano da Out Of The Blues è tutto concentrato nella magistrale, definitiva rilettura, data da Scaggs, del Neil Young di On The Beach! Calato nel mare calmo e rarefatto di un ambiente amniotico, Scaggs si spinge giù giù, nel ventre ombroso dei versi di Young restituendone, sulle dense sabbie mobili di onde sonore che diventano un lento, dilatato blues minore, tutto il suo tormentoso senso di solitudine e di quieta, rassegnata disperazione......


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News and reviews...

Frank Frost
(1992: foto Giovanni Robino)

JOSÉ JAMES

"Lean on me"

L’immediata impressione che suscita la rilettura che José James offre del prezioso songbook di Bill Withers è quella di un diffuso senso di intatto.
Non nuovo ai tributi (suo anche il precedente Yesterday I Had The Blues dedicato a Billie Holiday), questa diafana, visionaria creatura che annovera, tra le sue prime stelle comete, figure spettralmente lontane come John Coltrane, Marvin Gaye e la stessa Holiday.....


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Il disco raccontato da...


LUCA "KIELLA" CHIELLINI ci parla di....

"Figure it out"

Quando si parla di eccellenze strumentali, troppo spesso ci si riferisce implicitamente ai chitarristi che, in tale campo, di norma, la fanno da padroni. E, invece - vivaddio - c'è anche qualcuno che, di tanto in tanto, ci ricorda che pure il pianoforte, per dire, ha un suo carattere e una sua importanza, nel blues, tutt'altro che sottovalutabili.
Moderno esempio di cervello musicale in fuga, Luca Chiellini da Volterra (in arte, Luca Kiella).....


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MAT WALKLATE ci parla di....

"Sea of blues"

Armonicista, autore, cantante, didatta, il britannico Mat Walklate mescola il proprio blues, di estrazione tipicamente tradizionale, con influenze derivanti non soltanto dai vari interpreti del genere, ma pure intercettando influssi legati al folk a lui più prossimo. In questo suo nuovo disco, in parte acustico, in parte moderatamente elettrico, si spinge anche oltre, fino a toccare i territori del reggae, dello ska, della bossanova, pur mantenendo sempre connotazioni chiaramente riferibili, sebbene in via mediata, al blues.....


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Shortcuts: i cd in breve...


GARY CLARK JR.
"This land"
VEGAS STRIP KINGS
"Jackpot!"
JOHN CLIFTON
"In the middle of nowhere"
ATOMIC ROAD KINGS
"Clean up the blood"

I libri...


Antonio Bacciocchi

Gil Scott Heron - Il Bob Dylan nero
Volo Libero Edizioni - 2018


Non so se, come recita il sottotitolo di questo agile libro, riprendendo una definizione affibbiatagli ai tempi dei suoi primi successi, Gil Scott Heron possa essere considerato il “Bob Dylan nero”: alla luce dei fatti, mi pare più una comoda formula riassuntiva d’effetto che, come tutti i riassunti, semplifica fino a disperdere quei, pur esistenti e comunque esili, tratti di verità che vorrebbe, invece, evidenziare. Personalmente, credo che il parallelo con Dylan si limiti al riconoscere, in entrambi, un linguaggio poetico, una tensione letteraria che ne ha permeato la produzione. Fine! Per il resto, due artisti diversissimi: per fama, riconoscimenti, vicende umane e storia personale.......

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Luciano Federighi

Istrioni e sirene - Vol. 1
Arcana Edizioni - 2017


Dietro il titolo evocativo di questa nuova opera di Luciano Federighi si cela, in realtà, la versione 2.0 (leggasi, riveduta e parzialmente integrata) di un suo precedente volume, uscito nel 1997 per Mondadori che, meno poeticamente, ma con maggior evidente eloquenza, portava il titolo di Le Grandi Voci Della Canzone Americana.
In estrema sintesi, la fondamentale differenza dell'odierna edizione rispetto alla pubblicazione primigenia o, se si vuole, lo stravolgimento editoriale apportato ora da Arcana si concretizza, qui, in una segmentazione tripartita dell’opera originale Mondadori che, a secchi colpi d’ascia, viene scomposta in tre uscite......

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I Dvd...


SIDEMEN: LONG ROAD TO GLORY
un film di Scott Rosenbaum

Red Hawk Films & Red Thread Productions - 2018

Un sideman è un gregario. Alla lettera, una figura “marginale”; non, ovviamente, in termini qualitativi, quanto nel senso della propria collocazione spaziale; marginale ma che, nel suo stare ai margini, spesso, sostiene in modo riservato, ma irrinunciabile, la centralità della scena. Come a dire, “without sidemen, no music!”.
Un tempo, erano Muddy Waters e Howling Wolf a contendersi questa centralità, sui palchi di Chicago: due storiche band, due giganti del blues elettrico del dopoguerra che, di sera in sera, si sfidavano, per così dire, a colpi di “slide” e “ululati”, contendendosi un ideale primato che non avrebbe potuto basarsi su altro se non sulla risposta del pubblico, sul proprio personale stile e sul suono.....

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BACKTRACK BLUES BAND - MAKE MY HOME IN FLORIDA
un film prodotto da George Harris - CD e DVD

Harpo Rec. & Creative World Rec. - 2017

Come i Nighthawks dei bei tempi, la Backtrack Blues Band è una di quelle formazioni che, dal 1980, hanno fatto del sano, genuino blues da roadhouse la loro missione e ragion d’essere.
Quarant’anni di storia, fatti di una scarsa discografia ma di una abbondante attività concertistica, sono concentrati in questo denso live happening registrato, di fronte a una platea esaurita ed entusiasta, proprio nella tana del lupo....

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Le interviste...


Tony D

Tony D è, in realtà, il nome d'arte di Tony Diteodoro. Chitarrista canadese, ma di innegabili origini italiane (abruzzesi, per l'esattezza), Tony D oltre che essere stato - ed essere ancora - il leader della Tony D Band, è soprattutto un terzo dell'anima di una delle formazioni più intriganti del panorama blues'n'roots contemporaneo: i MonkeyJunk. Spuntati, non proprio dal nulla, nel 2009 con l'album Tiger In Your Tank, mescolando con originalità influenze che raccolgono i lampi più luminosi di vari generi legati al blues, si sono imposti ben presto sulla scena come una delle realtà di indubbio e maggior interesse.
Incontrato in occasione del tour che l'ha visto accompagnare Paul Reddick, quello che segue è il risultato della chiacchierata che ha concesso a Macallè Blues....

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Big Harp George

da alcuni anni, il mondo dell'armonica blues ha visto l'ingresso di un singolare personaggio. Big Harp George (al secolo, George Bisharat) è nato in Kansas da madre americana e padre palestinese. Dopo aver conseguito una prima laurea in Antropologia, una seconda in Storia e una terza, con lode, in Giurisprudenza, si dedica all'esercizio della professione forense e, parallelamente, a quella di professore presso l'Hastings College of the Law di San Francisco, California. Da sempre amante del blues e cultore dell'armonica (in particolare, di quella cromatica) se, come George Bisharat, oltre a insegnare pubblica libri e collabora come editorialista al Wall Street Journal, New York Times e San Francisco Chronicle, come Big Harp George, a partire dal 2014, si propone come originale interprete dello strumento e autore di pregio. Legato stilisticamente alla scuola della West Coast, con due album solisti pubblicati e un terzo di prossima uscita, si candida ad essere una delle prossime definitive rivelazioni del genere.
Quella che segue, è la chiacchierata ad ampio spettro, concessa a Macallè Blues........

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I concerti...


Keith Dunn & the Gamblers

Keith Dunn avevamo già avuto modo di vederlo, su questo stesso palco, nel lontano 1994. Ma, se all'epoca, accompagnato da Nick Becattini e suoi Serious Fun, avevamo potuto apprezzarlo soltanto come armonicista e cantante, questa volta ci ha dato modo di osservarne la sorprendente maturazione come intrattenitore. Tanto era statico e serioso allora, quanto decisamente sciolto e coinvolgente adesso....

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